vita da prof

7 Novembre 2007

Dei delitti e delle pene

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 2:02 pm

Pare proprio che per molti dei mie alunni Cesare Beccaria debba esser considerato un pericoloso buonista.
Sostengono l’opportunità della pena di morte perché scoraggerebbe chi intende commettere reati. Che strano però, in Cina la applicano senza problemi e le esecuzioni non diminuiscono. Ma si sa, son cinesi, mica gente normale.
Anche la tortura, dicono, potrebbe essere una buona idea. Prima di tutto per chi è colto in flagrante, ma anche per gli altri. La signorina Arcuri, con un angelico sorriso, sostiene che si può ben correre il rischio di torturare un innocente se questo può servire a catturare un colpevole.
Anche Del Picchio invoca pene severe. Chiede l’evirazione per gli stupratori e per i filosofi. È chiaro che si tratta di un lapsus, ma, non so bene perché, mi conferma nella mia netta opposizione a certe pene.
C’è, infine, una proposta di Beccaria che piace a tutti: i lavori forzati! Devo sentirmi sollevato?

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