La scuola di Sonia ha chiuso per il ponte di Ognissanti. Quella di suo fratello anche. Così sono partiti con la vecchia madre per il loro paese sperduto sull’Appennino, mentre io rimanevo qui tra casa e scuola.
Domenica mattina la telefonata: «La macchina di mio fratello si è guastata, la riparazione richiederà qualche giorno. Puoi venirci a prendere tu? Per noi potremmo anche prendere autobus e treno, ma la mamma, con la gatta…»
Parto.
Più o meno all’altezza di Casalpusterlengo la mia vecchia panda impazzisce. Comincia ad accelerare e decelerare bruscamente da sola. Se schiaccio la frizione si spegne e i freni non funzionano più.
Mi fermo. Lascio riposare il motore. Provo a ripartire. Uguale. Alla prima stazione di servizio ho qualche problema a fermare l’auto, ma evito di andare a sbattere. Mi segnalano un meccanico che abita proprio di fronte all’uscita dell’autostrada. Riaccendo il motore e tutti si girano a guardarmi come se fossi un pazzo. Qualcuno mi insulta. Il rumore è impressionante e sembra che i pistoni vogliano uscire dalla loro sede.
All’uscita riesco in qualche modo ad evitare di abbattere la sbarra.
Poi ecco l’abitazione e l’officina del meccanico. Suono.
L’anziano meccanico si avvicina: «Se gh’è?». Spiego, umile e compunto, che sono nei guai. È domenica, lo so, ma se potesse aiutarmi.
Ascolta la mia spiegazione. Poi brusco: «Che ‘l derva el cofen». Tocca il carburatore e mi fa vedere che balla tutto.
Mentre spingiamo l’auto nell’officina, mi insulta burbero perché non so nemmeno spingere.
Inizia la riparazione.
Il suo enorme cane si avvicina. Mi annusa e appoggia il muso sulla mia coscia giusto all’altezza che potete immaginare.
«Gh’è no de vegh pagura. In bun i me can».
Sarà, ma intanto sta lì con il muso appoggiato e sembra lasciar intendere: «Se fai un passo te li mangio».
Certo anche la mia attrezzatura ha i suoi anni e potrebbe aver bisogno di ricambi, ma ci sono stranamente affezionato…
All’improvviso il cane mi lascia ed addenta un tubo di gomma. Lo riduce proprio male e la cosa mi sembra ancor più minacciosa. Tanto più che poi rimette il muso nello stesso preoccupante posto e sbava pure.
Pausa nel lavoro. Il meccanico deve andare a guardare pentole e padelle «Se no la mia mié…». E io lì, con il cane. Per fortuna alla fine mi controlla anche le gomme e mi fa pagare poco.
L’auto funziona e gli attributi son sempre al loro posto, Speriamo non si siano spaventati troppo.
6 Novembre 2007
Un guasto
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