vita da prof

16 Ottobre 2007

bacchetta magica

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 3:11 pm

Quinta B. C’è una routine anche nel lavoro del prof. Eccomi di nuovo a spiegare Kierkegaard.
Ma prima parlo di Mozart e del Rigoletto.
Qualcuno mi chiede perché e così passo a presentare lo stadio estetico della vita, incarnato da Don Giovanni, il seduttore.
Verso la fine leggo queste poche parole che Kierkegaard rivolge all’esteta:

quello per cui sei soddisfatto è l’assoluta insoddisfazione. Non ti turba vedere tutti gli splendori del mondo, perché col pensiero sei sopra di essi; se te li offrissero diresti come sempre «Sì, una giornatina la potrei dedicare a queste cose» …Anche se ti offrissero l’amore della più bella fanciulla risponderesti «Sì, per un mezzo
annetto potrebbe andar bene» …Perciò tu non aspiri a nulla, non desideri nulla; l’unica cosa che potresti desiderare è una bacchetta magica che ti potesse dare tutto, e poi la useresti per pulirti la pipa.

Atanas Ghiaurov scoppia in una risata irrefrenabile e contagiosa.
Non capisco. Mi sembra stimolante il pensiero di Kierkegaard, ma non ci vedo una tale esplosiva carica di comicità.
Lo guardo.
«Ma come prof, non capisce?»
«No»
«È per il doppio senso.»
«Quale doppio senso?»
«La bacchetta… magica.»
Sono cattivo, lo so, ma è più forte di me: «Davvero siete messi così male? Una bacchetta? Tutto lì?».
Le ragazze applaudono.
Alla prossima.

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