vita da prof

31 Ottobre 2007

Elezioni

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 2:00 pm

Elezioni dei rappresentanti di classe. Son contento che non mi tocchino. Ho un buco nell’orario, uno dei tanti.
Purtroppo arriva la bidella, gentilissima, a dirmi che mi hanno assegnato una supplenza.
Sanno che il senso del dovere prevale. Non dico mai di no. Maledetto SuperIo!
Mi tocca la seconda D. Hanno già votato lo scorso anno, ma sembra che non se ne ricordino.
Non capiscono che il voto è segreto e non si può andare a guardare che cosa sta votando la compagna. Non capiscono che occorre piegare la scheda lasciando la parte votata all’interno. Non capiscono che non si deve andare dal prof a fargli vedere la scheda e a chiedere: «Ho votato giusto?»
Zampara è uno dei più votati, ma una ragazza lo supera. Merito del passaparola: «Ha due bocce così!»

30 Ottobre 2007

Motto elettorale

Archiviato in: generale, studenti — vitadaprof @ 1:40 pm

Assemblea degli studenti. Si presentano le liste.
Sono tutti contenti perché sembra una vera tribuna politica, con tanto di insulti e polemiche.
Una delle liste si propone con l’originale slogan «Più gnocca per tutti».
Certo, se fossero in grado di mantenere la promessa…
Rimane il problema che si giocherebbero quella metà circa dell’elettorato, che, avendone già una,  non gradirebbe di averne due.
Per fortuna la professoressa Bineri, che gli alunni chiamano sempre cara, riesce a farli ripiegare su un motto meno ambizioso: «Oggi la scuola, domani il mondo». Piccoli dittatori crescono.

29 Ottobre 2007

analfabetismo e capre tibetane

Archiviato in: Colleghe, generale — vitadaprof @ 1:59 pm

Il dibattito sul semianalfabetismo degli studenti continua. Ognuno cita qualche caso clamoroso.
Persino Maria Chioccia, materna protettrice degli studenti in difficoltà, racconta qualcosa dei suoi pargoli che, affettuosamente, chiama capre tibetane.
Racconta che pochi giorni fa, leggendo in classe un testo, ha chiesto che cosa mai volesse dire il termine canicola. Un’unica risposta: «Una cagna piccolina…?»
E prosegue sconfortata denunciando che nessuno sapeva che cosa significasse il termine arsura.
È simpaticissima Maria Chioccia. Racconta con una verve degna di una grande attrice. Così non resisto e le ricordo un ex alunno, Adelmo Folli, che parlando dei Malavoglia, sottolineava la drammaticità della perdita della barca con il carico di lupacchiotti. Però un po’ lo capisco il povero Folli. Anch’io alla sua età non avevo mai visto dei lupini e mi ero dovuto documentare per capire che cosa fossero.

28 Ottobre 2007

Semianalfabeti per colpa della TV?

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 12:06 pm

Le colleghe di lettere delle prime e seconde liceo distribuiscono un articolo di giornale fotocopiato.
Sono convinte che si tratti di un documento importantissimo e sollecitano il mio parere.
Si tratta della solita tirata su quanto sia meglio un buon libro rispetto alla TV o al computer.
Lo leggo in fretta. Dice che in TV anche i testi scritti svaniscono nel nulla e non sono più recuperabili, mentre un buon libro lo hai fisicamente tra le mani e puoi rileggerlo ogni volta che vuoi. Per questo, perché dipendono troppo dalla TV, i nostri ragazzi sarebbero dei semianalfabeti.
Io ho letto molto seguendo il principio del dovere e ancora leggo, ma quasi soltanto secondo il principio del piacere.
Negli anni, però, ho abbandonato il feticismo del volume e l’ansia di avere una biblioteca traboccante di libri. Oggi sorrido un po’ ironico quando sento le giovani professoresse dire: «I libri non si buttano mai via!». E perché mai? Proprio in pattumiera non li butto, me ne disfo portandoli allo scaffale “libero scambio” della biblioteca comunale.
Così è senza rimorso che infrango le certezze delle mie care colleghe.
La cultura umana non è stata per millenni una cultura orale? Eppure ci ha dato grandi capolavori.
La TV non ha contribuito in maniera decisiva a fare dell’italiano la lingua nazionale? Oggi quasi tutti sanno parlare in italiano,  mentre quando ero bambino gli anziani parlavano soltanto in dialetto e per mio fratello era normale dire «Sono borlato giù», invece che «Sono caduto».
Ed è poi vero che i testi in TV svaniscono per sempre. Ci muoviamo verso sviluppi tecnici che renderanno comune fruire più volte, a piacere, di una trasmissione televisiva e con una spesa inferiore a quella necessaria per l’acquisto di un libro.
Se i nostri giovani sono qualche volta semianalfabeti (ma una volta era meglio?), forse dobbiamo cercare le colpe da un’altra parte.

27 Ottobre 2007

Sciopero!

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 8:07 am

Sciopero!
Va da sé. Sono RSU. Non ho mai perso uno sciopero dei sindacati confederali. Sciopero anche oggi.
E poi, che dire dell’entusiastico sostegno degli studenti alle giuste rivendicazioni dei loro professori?
Ieri hanno circuito ogni singolo docente per sostenere l’esigenza di portare la lotta fino in fondo.
Ci mettono tanto impegno che potrebbero persino sembrare sinceri.

26 Ottobre 2007

Giuseppe Paternoster

Archiviato in: Colleghi — vitadaprof @ 8:28 pm

Dal mio diario estivo del 2005 - Ripropongo con una nuova vignetta di Chiara Losacco

Anche durante le vacanze i professori pensano alla scuola.
Ieri, mentre passeggiavo su un sentiero nei pressi del Passo della Cisa, ho incontrato un collega di un’altra scuola che raccoglieva lamponi: «Sai – mi dice – voglio preparare uno sciroppo da far assaggiare ai miei alunni».
Il professor Giuseppe Paternoster, del liceo X, è un professore papà. Potrebbe essere altrimenti?
Non è l’ideale, ma pensate se si chiamasse Massimo Padreterno: sarebbe peggio delle colleghe colpite dalla sindrome di onniscienza, quelle che sanno sempre di ogni studente (e anche di ogni collega maschio) che cosa che cosa pensa e perché e lo sanno meglio di lui.
Paternoster è un omone morbido che affoga nella dolcezza i suoi giovani alunni.
Per fortuna nel consiglio di classe non sono tutti così. Il problema si fa acuto quando capita che insegni nelle stesse classi della professoressa Maria Chioccia…
Il prof Paternoster in classe - vignetta di Chiara Losacco

Ho studiato tantissimo

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 4:21 pm

«Ho studiato tantissimo» dicono spesso gli studenti. «Ha studiato tantissimo» dicono spesso le mamme. Peccato lo dicano sempre quando il risultato è disastroso.
Quando ero più giovane mi venivano dubbi atroci. Ora ci ho fatto il callo.
Se hai studiato tantissimo, addirittura come un pazzo, e predi ugualmente un 2 perché non spiaccichi parola o parli semplicemente d’altro, allora o hai seri problemi psicologici che io prof non sono in grado di risolvere oppure è meglio che tu rinunci e vada piuttosto a fare il facchino.
Ma è più probabile, ne sono convinto, che tu stia semplicemente cercando di prendermi in giro.
Non hai capito che non può più funzionare il giochino che avete fatto lo scorso anno, quando avete scaricato le colpe della vostra pigrizia sulla giovane supplente inesperta?
Quest’anno, caro mio, ti toccherà studiare. Ti leggo in faccia che hai capito e che lo farai.

25 Ottobre 2007

cambiare posto

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 5:12 pm

Consiglio di classe. Ho accolto la raccomandazione del preside e mi faccio trovare seduto ad un banco. Non sono schierato dal lato della cattedra, ma ho il registro davanti a me e sto scrivendo il verbale della riunione.
Quando però si arriva al momento delle elezioni dei rappresentanti di classe, capisco di essermi mimetizzato fin troppo. Una mamma mi apostrofa decisa: «Si faccia avanti, si candidi. È il suo momento. Non penserete mica che tocchi sempre alle mamme».
Non sto a spiegarle, mi limito ad un «Vede, signora, io proprio non posso candidarmi…»
A me capita di non riconoscere qualche mamma o qualche papà. Così mi consola molto che sia bastato cambiare posto per non essere riconosciuto da una madre nonostante sia l’insegnante dei suoi due figli.

24 Ottobre 2007

Prevenzione andrologica

Archiviato in: generale, in classe — vitadaprof @ 3:02 pm

Sbadiglio. La lezione in quinta è andata senza intoppi, ma non è certo stata brillante. In quarta dovrei parlare del Dispotismo illuminato, ma mi sento invadere dalla pigrizia.
Ho appena iniziato a presentare il giurisdizionalismo quando si apre la porta. La professoressa Garibaldi, responsabile del “progetto salute” accompagna il dottor Frizzi, lo psicologo della ASL e il dottor Benelli, andrologo. Chiedono di parlare per dieci minuti ai ragazzi.
Li accolgo volentieri. Magari posso imparare qualcosa anch’io. In più mi alleggeriscono la lezione.
Presentano una “Campagna di Prevenzione Andrologica” e chiedono di compilare un questionario.
Trovo effettivamente qualcosa che non so: la dispareunia. Mi documenterò.
La cosa che mi colpisce di più, però è la domanda numero 7:

Con quanti partners hai avuto rapporti sessuali? (metti una crocetta)
1… 2… 3… 4… 5… +5…

E chi non ne ha avuti proprio?

23 Ottobre 2007

circolare sui consigli di classe

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 4:04 pm

Circolare del preside sui consigli di classe aperti ai genitori. Scrive:

Chiedo ai colleghi di evitare, nel confronto con i genitori, filippiche e lamentazioni fini a se stesse che, in una certa misura, potrebbero ripetersi pari pari per tutte le classi d’Italia e forse del mondo (sono immaturi, superficiali, non studiano, tendono a non fare i compiti o li copiano fuori dalla scuola, sono villani, si comportano male, ecc.).
I genitori non sono qui per sentire gli sfoghi dei docenti (che purtroppo danno loro la sensazione che noi abbiamo perso il controllo della situazione), ma per sapere come la scuola intende gestire i loro figli.
Pertanto, nulla e nessuno vieta di segnalare i problemi: purché per ciascuno di essi venga anche illustrata la soluzione adottata dal consiglio o dal singolo docente.

Concordo. Sono discorsi fastidiosi anche per me. Non sopporto nemmeno il classico: «La classe può essere divisa in tre gruppi…» e i tre gruppi, guarda il caso sono i secchioni, la via di mezzo e i lavativi. Bella scoperta!

Il preside poi continua la sua circolare e scrive:

È bene non riprodurre nell’aula una situazione di tipo frontale (i docenti dalla parte della cattedra; i genitori nei banchi): perché materializza fisicamente una contrapposizione. Bisogna invece mescolarsi, facendosi trovare già sparsi nei banchi, per trasmettere invece l’idea che tutti stiamo lavorando (si spera sempre) nella stessa identica direzione. L’audio da “mono” diventa “surround”. Sembrano stupidate, ma non lo sono.

Piace l’idea. Proviamo a disperderci nell’aula. I genitori, quando arrivano, si concentrano tutti i un angolo e… silenzio. Finalmente parla la coordinatrice di classe. Il mondo riprende il suo corso.

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