Lezione sull’ancien régime.
Che cos’è?
Spiego che i rivoluzionari francesi indicavano con queste parole il regime che volevano abbattere.
Per semplificare dico che nell’ancien régime mancavano proprio Liberté, Égalité e Fraternité.
Non c’è molto da spiegare. Capiscono da soli che non c’erano molte libertà fondamentali. Sanno che esistevano tre ordini o stati. Devo solo spiegare che non c’era uguaglianza davanti alla legge ed al fisco, nemmeno all’interno di ogni singolo ordine.
Fin qui tutto bene.
«Ma prof, in che cosa consiste la Fraternité?»
Bella domanda. In che senso siamo fratelli?
Credo di saper rispondere .
Quando una famiglia funziona come dovrebbe – spiego - nessuno cerca il suo vantaggio personale a danno degli altri. Certo, non si è pienamente uguali in famiglia. Non si trattano allo stesso modo un fratello grande ed uno piccolo. Le differenze, però, hanno senso perché vanno soprattutto a vantaggio del più piccolo e del più debole.
La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino non nomina esplicitamente la fraternitè, ma, in fondo, la propone sin dall’articolo 1.
Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.
Un minuto di riflessione e la signorina Tuzzi commenta: «Prof, in fondo in Italia siamo ancora nell’ancien régime. Secondo Reporters sans frontières siamo al quarantesimo posto nel mondo per libertà di stampa. Ci superano il Benin, la Namibia, il Ghana… L’uguaglianza davanti alla legge è soltanto un’ideale. I ricchi e i potenti ne escono sempre abbastanza bene. E quale fraternità può esistere in un paese con stridenti differenze di condizione socioeconomica?»
Esagera la signorina Tuzzi? Sicuramente nell’ancien régime era peggio. Ma posso darle torto?