Aghinolfo, Sozzo e Rubecchio
Aghinolfo, Sozzo e Rubecchio. I tre nomi non promettono molto di buono. Si tratta di tre membri della potentissima famiglia dei Bardi, ricchissimi banchieri del Trecento.
Visto che la crisi finanziaria e gli incauti prestiti al re d’Inghilterra mettevano a rischio la loro fortuna, decisero di dedicarsi alla fabbricazione di monete false.
L’operazione, condotta in maniera maldestra, fu presto scoperta, ma i processi che seguirono si conclusero con una serie di condanne al rogo che colpirono soltanto i complici meno importanti e Sozzo, in particolare, pur continuando a compiere misfatti clamorosi, fu sempre insignito di alte onorificenze.
«Niente di nuovo sotto il sole» commentano in terza B. Anche oggi colpevoli di reati di mafia hanno prestigiosissime cariche politiche.
Che fare?