Start
Start. Si parte.
Iniziamo alle 9,00. Gli studenti della quinta B entrano festanti. Sembrano lieti di iniziare.
Qualcuno è già in ritardo il primo giorno.
Zampara arriva con comodo alle 9,15. Lo strapazzo un po’, ma senza infierire.
Spiego brevemente che cosa dovremo fare. Poi, dato che nessuno fa domande, le faccio io.
Chiedo che cosa si ricordano di Spinoza: niente. Purtroppo so chi hanno avuto come insegnante lo scorso anno.
Spiego in un flash i concetti chiave e poi passo subito alla concezione hegeliana di Dio.
Zampara capisce e, cogliendo in sé l’unione dell’umano e del divino, mi chiede se Dio è calvo. Gli rispondo benevolo che da un certo punto di vista può esserlo. Avrò tempo per parlare della morte del finito come affermazione dell’infinito…
In quarta devo fare due ore. Vorrebbero parlare delle vacanze, ma non lascio spazio. Presento il lavoro da fare e spiego Anselmo d’Aosta. Poi li provoco perché cerchino di confutare l’argomento ontologico. Lo faccio sempre con scarso risultato. Questa volta, invece, Baietti osserva che l’intelletto umano è troppo limitato per poter veramente concepire ciò di cui non si può pensare nulla di più grande. Per questo l’argomento di sant’Anselmo non può essere considerato probante. Mi sembra una buona obiezione e lo elogio per l’acume.
Attratto dal gioco presento anche gli argomenti di Cartesio, di Spinoza e di Leibniz. Soltanto per quest’ultimo non trovano buone obiezioni. Posso essere contento. Speriamo che duri.
Suona la campana e tutti vanno a casa.
Io no. Riunione con il preside: si discute di rete wireless e videoproiettori in tutte le aule. Accetta anche le mie proposte sulla gestione della rete. Sono stanco, ma contento. Speriamo che duri.