Vutu ‘l polastro o ‘l cunicio?
«Vutu ‘l polastro o ‘l cunicio?» Chiedeva la nonna. Io volevo sempre il coniglio con la polenta e il tocio. Ma feci un’eccezione.
Era un gallo possente e colorato. Doveva considerarmi particolarmente pericoloso perché mi attaccava ogni volta che attraversavo il cortile. Mi inseguiva finché non avevo trovato un rifugio adeguato e se non ero lesto mi toccava una beccata.
Per fortuna nel cortile della nonna, che raccoglieva carta, vetro, metalli e tutto quanto si poteva riciclare, i ripari erano molti.
Quella volta però il gallo mi raggiunse e mi colpì. La reazione fu istintiva, un secco calcio che prese la bestia sul collo.
Il rivoletto di sangue sulla gamba bastò a giustificarmi e fu con feroce soddisfazione che rinunciai al coniglio.
…anche mia nonna aveva una gallo…che un bel giorno mi beccò sulla mano ma per fortuna non ci fu spargimento di sangue! La mia amata nonnina (era proprio piccola di statura e molto dolce) mi insegnò che il gallo non avrebbe osato attaccarmi solo se io avessi “dimostrato” di essere la più forte; io, da quel giorno, ogni volta che vedevo il galletto vanitoso e geloso del suo pollaio, prendevo un sassolino e avanzavo con tono minaccioso…tenendo per mano la mia cara nonnina…
Commento di Arianna — 7 Agosto 2007 @ 8:07 am
Che bella domanda! Identica identica a quella che fanno (ancora ora) a me! Coincidenza, voglio sempre il coniglio con la polenta e tanto tocio!
Per di più anche io son stata beccata dal gallo, l’unica volta che non entravo nel recinto col bastone.. che sfortuna..
Commento di Anna — 13 Dicembre 2007 @ 12:10 pm