Un ricordo tira l’altro. A Giulio è legato il momento della mia vita in cui ho avuto più paura. Era il 28 maggio 1974, il giorno della bomba in piazza della Loggia a Brescia. Eravamo in classe. Si spalancò la porta ed entrò una folla. Volevano proprio Giulio per fare vendetta su un fascista. Giulio era iscritto al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile di destra. Lo aveva costretto suo padre.
Non so quale insegnante fosse presente, ma non fiatò.
Che fare?
Mi misi davanti a Giulio e cominciai a parlare. La tensione era al massimo, ma continuavo a spiegare che non potevano, che sarebbe stato un errore. Prendevo tempo. Per fortuna arrivò anche il responsabile della cellula di istituto della Federazione Giovanile Comunista Italiana e la situazione si sbloccò.
Giulio fu cacciato da scuola con un calcio nel sedere simbolico e per un po’ non si fece vedere.
Era andata.
3 Agosto 2007
Giulio
2 Commenti »
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perché avrebbero dovuto cacciare Giulio da scuola? (senza contare le minacce)
ah già la famosa democrazia in salsa comunista…..
Commento di furio detti — 7 Agosto 2007 @ 9:52 pm
Ma hai un’idea di com’erano quegli anni a Milano?
A Giulio andò bene. Lo pestarono molto più pesantemente i suoi camerati perché amoreggiava in corridoio con Paola che era di Avanguardia Operaia.
Commento di vitadaprof — 20 Agosto 2007 @ 12:33 pm