Due giorni di lavoro matto e disperatissimo. Il peso della cultura questa volta è stato devastante.
Per un piccolo lavoro di manutenzione ho cercato di spostare di pochi centimetri la mia vecchissima scrivania sulla quale era appoggiata una vecchia libreria stracolma di volumi.
Miracolosamente salvo il computer, ma i due mobili sono collassati.
Discarica comunale.
Ore a riordinare.
Ore all’IKEA per poi scoprire che molti pezzi del mobile scelto non erano disponibili. Non potevano scriverlo sotto il modello esposto? Avrei risparmiato il tempo speso per progettare una combinazione personalizzata.
Sonia mi impone di visitare altri negozi. Non vuole vedere «tutto quel caos di libri e carte per casa».
Al quarto negozio, sfinito, cedo e acquisto una scrivania, una cassettiera ed una scaffalatura colorata che piace a lei. Poi ore a montare e a risistemare. I miei cassetti erano colmi come la borsa di Mary Poppins, ma il segreto della loro magia è andato perso. Non mi resta che una dolorosa cernita per scegliere che cosa buttare.
31 Agosto 2007
i cassetti di Mary Poppins
Grazie
Ringrazio Cantalupi che ha ritoccato l’immagine della testata ed ha corretto i difetti lasciati dallo scanner.
30 Agosto 2007
famiglia numerosa…
Per fortuna abbiamo fatto la spesa dopo pranzo, altrimenti avrei dovuto chiedere un mutuo.
Se si fanno acquisti a stomaco vuoto, le tentazioni aumentano. In Sonia poi si risveglia il modello di sua nonna, che, nel suo piccolo e sperduto paese dell’Appennino senza negozi, cercava sempre di avere una gran scorta di viveri in dispensa.
Quando finalmente, dopo ore di girovagare tra le corsie, arriviamo alla cassa con un carrello stracolmo di generi alimentari, mi metto a parlare di figli e nipoti. Che almeno si pensi ad una famiglia numerosa…
29 Agosto 2007
Lombroso
In teoria non dovrei avere problemi. Lo so, lo spiego anche ai miei alunni che le teorie di Lombroso sono poco scientifiche, razziste e pericolose.
Il viso può essere lo specchio dell’anima nel senso che può, ma non sempre, svelare sentimenti ed emozioni. Niente di più.
Il viso non basta a dirti se qualcuno è buono o cattivo, intelligente o meno.
Lo so. Eppure mi capita di giudicare dal viso.
Quando ero maestro ed avevo una classe numerosa e difficile, mi arrivò un nuovo alunno. Lo vidi e non potei fare a meno di pensare: «Noo! Un altro» ed intendevo «un altro tonto». Francesco si rivelò acuto ed intelligente. Eppure non potevo fare a meno di pensare che avesse una faccia da scemo.
28 Agosto 2007
Il prof Mazzetti
Il prof Mazzetti durante le vacanze vuol essere in vacanza. Detesta dare ripetizioni. Purtroppo per lui nella valle avita dove vorrebbe rilassarsi è l’unico insegnante di matematica. Le richieste fioccano. Quando poi si tratta di conoscenti o addirittura di lontani parenti ci si mette anche l’anziana madre che intercede per i postulanti.
Non sapendo come venirne fuori, Mazzetti ha pensato di mettere in imbarazzo le famiglie dando lezioni gratis. Immaginatevi il risultato.
27 Agosto 2007
vacanze e filosofia
Le vacanze per i prof sono piuttosto lunghe, ma quasi tutti dedicano molto tempo allo studio. Per chi ha un po’ d’amor proprio è un obbligo. Gli studenti capiscono se hanno davanti una persona preparata che cerca di aggiornarsi piuttosto che qualcuno che tira a campare.
Quest’estate ho deciso di privilegiare la filosofia del Novecento. Ma quanti chiacchieroni tra questi filosofi! Ogni tanto, per fortuna, si trova un’idea interessante ed è come un’oasi nel deserto delle banalità e delle astruserie. La cosa piacevole è che capitano felici incontri anche dove ci si aspetterebbe solo noia e si studia per puro senso del dovere.
26 Agosto 2007
sprezzo del pericolo
Mi sento un vero eroe, un intrepido condottiero che affronta impavido la morte sui campi di battaglia. Sono pronto ad entrare nell’aula senza elmetto e senza giubbotto antiproiettile.
Sono impazzito?
No, ho saputo che in Gran Bretagna qualcuno ha proposto di realizzare le fodere delle divise scolastiche con il kevlar, la fibra sintetica utilizzata per produrre i giubbotti antiproiettile. Insegno dal 12 dicembre 1975. Quasi 32 anni di vero sprezzo del pericolo.
Vedere per credere: http://www.youtube.com/watch?v=dilzmBH8ZV0
Ma forse, dopo le recenti notizie, se vivessi in Gran Bretagna, un pensierino al kevlar lo farei anch’io.
25 Agosto 2007
Giuditta Spada
Eravamo ancora una sezione staccata. Giuditta Spada fu preside dell’istituto soltanto per un anno. Attiva e decisionista, voleva tagliare la testa all’Oloferne della scuola.
Regole chiare, valorizzazione della sezione staccata, equa ripartizione del fondo di istituto, mano pesante con i prof fannulloni.
Affrontò anche il caso di Eugenio Orfei. Fece intervenire un ispettore ed effettivamente un provvedimento venne assunto ma così blando che l’unico effetto evidente fu di proibire ad Orfei di scrivere i verbali delle riunioni.
Alla fine Oloferne se la cavò con pochi graffi, forse perché la spada era arruginita. Però ricordiamo ancora con simpatia il generoso impegno.
24 Agosto 2007
Piove
Piove e, nonostante siano ormai le 9,00 del mattino, dormono ancora tutti: Sonia, la suocera, la figlia, il genero, il nipotino, i gatti acciambellati dove capita.
Sento il mio respiro. Anche quest’essere sospesi nel silenzio è vita.
Contemplo passato e presente. Le occasioni in cui ho scelto e quelle, forse più numerose, in cui ho lasciato che le situazioni scegliessero per me.
Diventare insegnante è la cosa che ho voluto di più nella vita. È un lavoro che ti mette in movimento. Per quanto ciascuno di noi possa avere la tendenza e la tentazione di accomodarsi sui risultati raggiunti, la classe costringe a rimettersi in movimento. Non si può, per fortuna, burocratizzare il rapporto con gli studenti di una classe.
Eppure ci sono momenti in cui rimpiango occasioni professionali perdute o sogno di riciclarmi in attività nuove.
23 Agosto 2007
da museo
Casa in montagna della famiglia di Sonia. Non sono vacanze. È troppo lontana per andarci durante l’anno e in estate si passa gran parte del tempo in pulizie o in faticose e costose riparazioni.
Quest’anno il problema è rappresentato soprattutto dai muri di sostegno dei terrazzamenti. Ne sono crollati due.
Uno sarebbe proprio da rifare, ma non ho le idee chiare su come organizzare il lavoro. Per l’altro rinunceremo al terrazzamento, ma ci sono comunque dei veri e propri massi da rimuovere perché potrebbero precipitare sulla strada sottostante e costituire un pericolo.
Rimpiango i compiti da correggere.
Inerpicato sul pendio da capre dove sono dispersi i sassi del muro crollato, raccolgo pietra dopo pietra e la butto verso la strada sottostante. Non passa quasi mai nessuno e i motori si sentono da lontano. I sassi cadono quasi tutti sulla banchina, ma ogni tanto devo scendere per rimuovere quelli che sono finiti in mezzo alla carreggiata.
Uso attrezzi da museo: una mazzetta ed un curioso e comodissimo scalpello appartenuti al bisnonno di Sonia che era un abile costruttore ed un appassionato scalpellino. Il massiccio campanile del paese, visibile da gran parte della valle, fu progettato e realizzato da lui.
Mori di peritonite troppo giovane per dare una sicurezza economica alla famiglia.
Con la sua mazzetta e il suo scalpello non scolpisco fregi nell’arenaria come faceva lui. Mi limito a staccare i sassi del muro che sono rimasti legati dalla malta e non potrebbero essere trasportati così come sono.
Anche la carriola tutta in legno, con un cerchio di ferro sulla ruota, starebbe bene in un museo della civiltà contadina. Però funziona, mentre le due da muratore, più moderne, sono inutilizzabili perché hanno la ruota con il pneumatico sgonfio.
Trasporto sassi, veri e propri macini, e grondo sudore. Forse, caro Leopardi, per quanto sudate, sono meglio le carte. Però alla fine della giornata vedere il pendio ripulito ed il mucchio di sassi raccolti in un luogo sicuro dà soddisfazione.