Scontenti per i voti
Nel blog della scuola uno studente (non mio) scrive:
Sinceramente sono dell’idea che la delusione generale, la mia in primis, derivi da una mancanza di oggettività nelle valutazione; c’è quasi la sensazione che i voti fossero stati già decisi primi (sic) che ci sedessimo sulla sedia per l’orale. L’amarezza non viene dunque dalla delusione per il voto in se (sic), ma nel percepire che non tutti siano stati valutati allo stesso modo. (…)
Spero che in un futuro prossimo arrivi un lungimirante ministro che capisca che gli esami, se si pensa ancora che gli esami possano essere davvero utili, necessitano di una commissione interamente esterna (…)
Se parlasse delle valutazioni di qualcuna delle sue professoresse durante l’anno, prenderei le sue parole in considerazione.
Ma l’esame…
Avevo pensato di rispondergli, ma credo sia più opportuno che lo facciano le sue insegnanti.
Però ho bisogno di dir qualcosa. Così scrivo qui la perfida risposta che mi è venuta in mente.
Abbiate pazienza.
Sette prof, quattro dei quali esterni, si sarebbero accordati già prima dell’orale sul voto da dare?
È quasi una sensazione, dici.
Siamo seri!
Ti par davvero possibile che i prof non trovino di meglio che congiurare ai danni di qualcuno ed a vantaggio di altri?
Vorresti una commissione esterna? Una volta c’era. Con un membro interno costretto come don Quijote ad affrontare imprese impossibili, a difendere l’indifendibile.
Anche allora, se il voto non era quello desiderato, la colpa era del membro interno.
È un giochetto da poco: può funzionare solo con la mamma e con gli amici del cuore.
Però su una cosa hai ragione. Spesso c’è mancanza di oggettività nelle valutazioni. Se ci fosse, infatti, non si assisterebbe ad una sanatoria generale.