Giorni di pioggia e oggi un caldo opprimente. I candidati, così li definisce la burocrazia, sudano e boccheggiano nei corridoi o nelle aule.
Decine di mani si alzano per chiamarmi. Ognuno vuole conforto e magari un piccolo suggerimento. Intanto due presidenti chiedono che prepari i verbali.
È una giornata tutta di corsa. Non riesco nemmeno a far pipi.
Però sono contento per le mie scelte. Nell’ultima parte dell’anno ho dato grande rilievo al dibattito epistemologico contemporaneo ed al dibattito su etica e giustizia.
Peccato che non tutti abbiano fatto tesoro delle mie indicazioni: Palazzo scrive solenne: «Il fondamento della giustizia è la Magistratura».
Lo guardo sconsolato e capisce che qualcosa non va. Ma che cosa sarà mai?