vita da prof

17 Giugno 2007

prova di evacuazione

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 7:51 pm

Dal mio diario del 23 ottobre 2004
A scuola in bici questa mattina, ma sono in pieno complesso di Atlante e anche lo zaino mi pesa. A regger tutto il mondo, le spalle e la schiena fan subito male. C’è buio pesto ancora e nebbia. La strada non è illuminata e la lampadina posteriore ha smesso di funzionare. Oltre che Atlante mi sento un po’ imprudente, ma per la “fatal quiete” non è ancora il momento.
A scuola Fornero ha deciso di stupirmi anche oggi e, per spiegare la quinta via di Tommaso d’Aquino, mi dice che Dio lancia il boomerang. Non riesco a non ridere, ma lui non capisce perché.
In terza, parlando di Eraclito, una fanciulla propone maschi e femmine come coppia di opposti (le deve esser rimasta un’impronta pitagorica). La classe si rianima. I maschietti sostengono che è impossibile capire le donne. Le fanciulle che è facilissimo capire gli uomini, tanto son tutti uguali. Zampara, trasportato dall’impeto, accusa le donne di sbeffeggiare le dimensioni dell’attributo maschile e mi tocca invitarlo a non mettere in piazza le sue sofferenze personali. Per fortuna c’è la prova di evacuazione e possiamo rientrare nella normalità.

Uomini altrove

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 7:06 am

Nelle letture mi lascio spesso guidare dal caso e leggo libri trovati. Nella biblioteca del mio comune c’è uno spazio dove si possono lasciare i libri che altrimenti si butterebbero e chi vuole può prenderseli liberamente. Ci ho trovato un libro di Gianna Schelotto, Uomini altrove. Storie di cinquantenni in fuga.
Di anni ne ho cinquantuno. Potrà interessarmi?
È un libro gradevole, ma c’è una tesi di fondo che mi lascia perplesso.
Dice:

Nella vita delle donne c’è una soglia biologica – la menopausa – che, come un inesorabile orologio interno, le costringe a prendere atto dei segni della loro età e dei cambiamenti che essa comporta. (…)
Nell’esperienza maschile non esistono confini netti come la menopausa; e proprio questa «Fluidità», questa inafferrabilità dell’invecchiamento, benvenuta finché consente di ignorare il passaggio del tempo, li fa arrivare disarmati al crocevia.
(…) Le donne sanno la loro età, gli uomini no. (pagine 32-33)

Mi sembra il vecchio mito femminile secondo il quale gli uomini sono creaturine semplici e sprovvedute e hanno bisogno di una donna per capire se stessi.
Certo niente menopausa, ma i capelli che imbiancano e/o si diradano, la presbiopia che avanza, il desiderio che cala (per fortuna) e la prostata che inizia a protestare (purtroppo) sono tanti bei segnali e non siamo, per lo più, tanto sciocchi da ignorarli.
Il problema è sempre il solito. Noi maschietti non capiamo le donne e lo sappiamo. Le donne credono di capirci benissimo e non sanno quanto si sbagliano.

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