vita da prof

9 Giugno 2007

Ultimo giorno di scuola

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 10:56 am

Mi stavo lavando, questa mattina. Mi sarò forse mosso bruscamente con i miei quasi cento chili e di schianto ha ceduto un vecchio tubo del bidet,
Così mi son trovato con il sedere a mollo e la casa che si stava allagando.
Senza star troppo ad asciugarmi, ho cercato di chiudere il rubinetto centrale del bagno: bloccato.
Non ho potuto far altro che utilizzare quello che toglie l’acqua a tutto l’appartamento. Intanto la corrente era arrivata in anticamera e passata sotto la porta d’ingresso.
Per prima cosa ho spalancato le finestre ed ho pensato ad asciugare.
Da scartare l’idea di rivolgersi a Montalto, l’idraulico locale. Cambia spesso personale e da me manda sempre un novellino che, appena arrivato di Albània, si comporta come se non avesse mai visto un tubo. L’ultima esperienza mi è bastata.
Ho chiamato un idraulico affidabile del comune vicino: oggi è sabato, non lavora.
Sonia non voleva certo restare senz’acqua in casa per tutta la mattina. Così ho avvisato a scuola che probabilmente sarei arrivato molto in ritardo.
Il ferramenta non aveva il tubo adatto: «È un modello vecchio». Ho aspettato l’apertura del centro commerciale e poi, con pazienza e dopo vari tentativi, ce l’ho fatta.
Così mi sono perso l’ultimo giorno di scuola.
Dispiaciuto? Neanche un po’.
L’ultimo giorno è una via di mezzo tra il carnevale ed il delirio collettivo. Già ieri in quarta B han passato l’ora a farsi scherzi ed a costruire maschere con i piatti di plastica. In quinta E la signorina Cirillo, militante di un partito che teorizza ordine e disciplina, armata di pistola ad acqua spruzzava i compagni che promettevano feroci ritorsioni.
In più oggi mi attendevano:

  • una quinta E piena di kamikaze del recupero dell’ultimo minuto, quelli che, dopo un anno di dolce far niente, ti guardano con l’occhio luccicante e mormorano: «Prof., la mia salvezza dipende solo da lei»
  • una supplenza nella seconda A dell’ITC, l’incubo della scuola

Non posso proprio lamentarmi. Per una volta, sia benedetto l’allagamento.

maschere con piatti di plastica

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