La signorina Barbarisi sembra una bambola d’altri tempi, una di quelle che le mie zie mettevano sul divano buono, nel salotto delle grandi occasioni, quello che si poteva soltanto guardare e se mai si riusciva ad entrare era rigorosamente con le pattine ai piedi.
Se ne sta composta nel suo banco con i grandi occhioni spalancati e i boccoloni castani inanellati che le ricadono sulle spalle.
Veste tutta fronzoli, trine e ricami come una bimba vestita da damina a carnevale.
Però studia, studia tanto e mi ha messo un gran broncio quando le ho dato un cinque.
«Ma ho studiato così tanto, professore!»
Aveva ragione. Il suo compito dimostrava un lodevole impegno di studio. Ma, ahimé, aveva capito tanto poco…
23 Maggio 2007
La signorina Barbarisi
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