dediche e languori
Bello il concerto degli studenti. Alcuni sono dei veri virtuosi.
A far raggiungere l’apice dell’attenzione non è stato però un virtuosismo musicale.
Non pensavo che Casartelli potesse stregare tutte le donne in sala. Eppure…
Ha preso il microfono. Ha guardato lentamente il pubblico, mentre le sue ammiratrici già inneggiavano. Ha atteso che tornasse il silenzio e poi: «Dedico questa canzone a Sara».
Non solo Sara Languori si è sciolta per l’emozione, tutte le donne, professoresse comprese, si sono commosse. Si è vista brillare qualche lacrimuccia. Si è sentito sospirare e sussurrare: «Che tenero!». Anche le altre ammiratrici si sono commosse ed hanno accolto la dedica come se fosse un po’ anche per loro.
Neanche quando ha cominciato a cantare un po’ sgraziato:
Vorrei, vorrei…
esaudire tutti i sogni tuoi
vorrei, vorrei…
cancellare ciò che tu non vuoi
però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi!
Nemmeno allora si è spezzato l’incanto.
Ma se sul palco, invece di Casartelli alto, biondo e bello, ci fosse stato Rapagnetta non bello e un po’ bislacco, la dedica avrebbe ottenuto lo stesso risultato?