Sempre maggio, e i segni di squilibrio si moltiplicano.
Rapagnetta con lo sguardo folle del conte Ugolino strappa a morsi il diario della povera signorina Testoni e poi la guarda serafico dicendo che è un gesto d’amore. Non oso nemmeno mettergli una nota. Ci vorrebbe direttamente lo psichiatra.
In terza Sardelli bombarda con palline di carta la paziente signorina Pirra. Intanto Baietti e Fasi gli preparano le munizioni.
Per fortuna Pirra, che non ha paura nemmeno del diluvio, si limita a compatirli e il mio intervento ottiene una sospensione delle ostilità.
La signorina Oriali, che per tutto l’anno ha orgogliosamente mantenuto la media del quattro, mi chiede di interrogarla: per recuperare. Alla prima domanda risponde: «Ma come, c’era da studiare anche il primo capitolo?». E tocca a me dimostrarglielo oltre ogni ragionevole dubbio.
Per fortuna manca poco. La scuola sta per finire.