vita da prof

31 Maggio 2007

Giudizi di ammissione

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 8:38 am

Spesso i giudizi di ammissione sono capolavori di equilibrismo verbale, meraviglie da acrobati della parola, sospesi tra il dire e il non dire. Altro che le Antilogie di Protagora o il Sic et non di Abelardo!
Qui si lascia intendere senza precisare in un gioco di allusioni sornione, di negazioni attenuate e affermazioni smorzate.
Non posso sperare di cambiare le abitudini acquisite dai colleghi per il bene dei ragazzi.
Mi limito a chiedere che si semplifichi un po’ la forma.

30 Maggio 2007

vestito a lutto

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 12:34 pm

Vestito a lutto, affronto a scuola uno sfottò quasi calcistico.
Non solo la mia lista ha perso il 40% dei voti, ma io ho avuto soltanto 14 preferenze.
Ci scherzo su. Erano 9 anni che non facevo attività politica e non mi aspettavo grandi risultati. Ma ci ho preso gusto. Se ne riparla l’anno prossimo nel comune dove insegno.

29 Maggio 2007

shopping

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 1:41 pm

Per la prima volta ho deciso di ususfruire del giorno di riposo che spetta a chi ha passato la domenica ai seggi come presidente, scrutatore o, nel mio caso, rappresentante di lista.
Non faccio danno a nessuno: oggi avevo soltanto le quinte e ho finito tutto il programma.
Ho smaltito un po’ di lavoro arretrato.
Anche Sonia è a casa. La sua scuola è ancora chiusa per le elezioni.
Così, siccome afferma che nulla è gratificante per una donna come fare shopping con il suo uomo, l’ho accompagnata a fare qualche piccola spesa.
La accompagno quasi sempre e cerco di essere gentile, anche se dentro di me penso che poche cose siano tanto noiose per un uomo come fare shopping con una donna.
Questa volta però, dal momento che mi ha proclamato uomo ideale, l’ho fatto con un gran sorriso.

28 Maggio 2007

incontri ai seggi

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 10:01 pm

Ai seggi ho incontrato molti ex alunni di quando ero maestro. Hanno trent’anni e sono impegnati in una lista ed in uno schieramento diverso da quello per cui sono candidato. Però mi si sono affollati attorno e mi hanno fatto festa.
Abbiamo ricordato i bei giorni passati insieme ed ho scoperto di aver trasmesso loro una grande passione per gli scacchi. Pensare che io non gioco più da anni.

27 Maggio 2007

elezioni

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 8:16 pm

Giornata ai seggi. Ho accettato di candidarmi per le elezioni del comune in cui abito.
Per gran parte della giornata ci sono stati più rappresentanti di lista che elettori.
Strana anche la cordialità tra esponenti di schieramenti opposti. Ma l’impressione è che si tratti di falsi sorrisi.

Kant che ti pass

Archiviato in: studenti — vitadaprof @ 8:16 pm

«Kant che ti pass» si sente ancora dire di tanto in tanto. Ma non passa mai.
Come immaginavo, i risultati delle interrogazioni in quarta non sono entusiasmanti.
C’è una gran confusione in classe perché stanno preparano una sorpresa per il compleanno del mite Baroni.
Le interrogazioni procedono ugualmente tranquille finché non arriva il turno della signorina Larici.
Alla prima domanda risponde con variazioni di fantasia. Ma, quando le dico che quello che sta dicendo non ha alcun rapporto con l’argomento della domanda, si inalbera e mi guarda torva come stessi perfidamente cercando di fregarla. Alle domande successive risponde abbastanza dignitosamente, ma ogni volta che evidenzio un suo errore reagisce con un «Ma è proprio quello che ho detto io» oppure con un «Ma è colpa sua che non mi lascia parlare».
Le spiego pazientemente punto per punto in che cosa ha sbagliato e le faccio notare che la sto aiutando quando la interrompo mentre sta dicendo cose palesemente e persino clamorosamente sbagliate
Non serve a nulla. Quando le do un cinque, mi guarda con disgusto e commenta che tanto ha ugualmente sei di media in pagella.
Ad essere proprio sinceri il sei non c’è e gli ultimi voti sono negativi, ma mi limito a dirle che, comunque, le chiederò a settembre le cose che adesso non sa.
Probabilmente dirà che ce l’ho con lei per motivi politici e non sa quante volte mi tocca difenderla dalle pesantissime critiche dei suoi compagni.

26 Maggio 2007

Il feroce monarchico Bava

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 9:04 am

C’è un gran caldo nella sezione staccata della scuola.
Nonostante le finestre aperte si boccheggia. In più entrano i rumori della strada e le grida dei ragazzini della vicina scuola media che giocano a nascondino in cortile. Qualcuno si spinge fino a sbirciare nelle nostre aule.
C’è quasi una frenesia in classe. Vorrebbero giocare anche loro. Zampara li fissa affascinato e segnala con gesti i nascondigli migliori.
Nessuno sembra più prestare attenzione alla crisi di fine secolo ed alle nefandezze di Bava Beccaris.
È uno dei miei pezzi forti, ma oggi non funziona. Non tento nemmeno di intonare la celebre canzone

Alle grida strazianti e dolenti
Di una folla che pan domandava,
Il feroce monarchico Bava
Gli affamati col piombo sfamò.

Ormai vogliono soltanto evadere.
Persino Marialieve che, approfittando di un mio attimo di distrazione, cerca di uscire dall’aula senza farsi notare.
Cerca di scivolare in silenzio lungo il breve tratto di parete che la separa dalla porta aperta, ma per quanto prudente sia, la mole la tradisce. La vedo e mando la signorina Fontanili a chiamare lei e la sua compagna Rebustini.
Finalmente suona la campanella e l’aula si svuota come un vaso infranto.

il generale Fiorenzo Bava Beccaris

25 Maggio 2007

Accontentato

Archiviato in: Esami — vitadaprof @ 7:16 am

Scrivevo l’anno scorso nel mio diario:

Una volta le commissioni d’esame erano quasi interamente esterne e i commissari potevano arrivare da tutta l’Italia. Così poteva capitare che un professore della Val Magra si consolasse facendo il commissario ad Abbiategrasso oppure che un docente di Acquapendente rinfrescasse gli studenti di Roccasecca.
Ogni tanto capitava un esaltato, un fuori testa, un l’unicobravosonoio, ma, per lo più, la macchina funzionava ed aveva una certa utilità: contribuiva a fissare un minimo di standard e scoraggiava i professori lazzaroni (ci sono anche quelli) consapevoli che qualcuno avrebbe esaminato i loro studenti ed avrebbe potuto relazionare negativamente sui risultati del loro insegnamento.
Oggi la commissione è tutta interna, tranne un presidente notaio che non può certo cambiare moltissimo.
Qualche sorpresa può capitare ancora, ma per lo più i giochi sembrano già fatti.
Perché non tornare almeno al metà e metà?

Sono stato accontentato, ma gli studenti non mi sembrano altrettanto soddisfatti.

24 Maggio 2007

Dio li fa e poi li accoppa

Archiviato in: generale, studenti — vitadaprof @ 12:00 pm

«Dio li fa e poi li accoppa» scriveva Giobbe Covatta.
Può anche darsi che abbia ragione, ma io voglio raccontarvi del più comune «Dio li fa e poi li accoppia».
Come vi ho già detto, la signorina Barbarisi sembra una bambola d’altri tempi, tutta trine, riccioli e merletti. Il suo ragazzo nonché compagno di banco, il buon Francesco Maturi, a dispetto del nome, sembra un Cicciobello riccioluto, tenero ed inoffensivo.
Non mi è molto piaciuto il libro di Zemmour L’uomo maschio. Ma con Maturi e Barbarisi sembra quasi che ci abbia azzeccato. Tolto che lei è più graziosa, non è ben chiaro in che cosa siano veramente differenti.
Non pensate ad una facile ironia. Sono molto turbato anch’io. Sonia oggi, tornando a casa, mi ha detto: «Ho scoperto che sei l’uomo ideale!». Al momento ho esultato. Son quasi trentadue anni che dà l’impressione di credere che io sia il peggiore affare della sua vita.
Poi ha continuato dicendo di aver seguito una trasmissione televisiva che parlava dell’uomo ideale secondo le donne italiane. Pelo a parte, ha riconosciuto nella descrizione il mio ritratto.
Sono inquieto: non è la descrizione di una donna, ma di un uomo addomesticato sì. Son quasi tentato di mettermi in canottiera. Che almeno il pelo si veda.

23 Maggio 2007

La signorina Barbarisi

Archiviato in: studenti — vitadaprof @ 5:40 am

La signorina Barbarisi sembra una bambola d’altri tempi, una di quelle che le mie zie mettevano sul divano buono, nel salotto delle grandi occasioni, quello che si poteva soltanto guardare e se mai si riusciva ad entrare era rigorosamente con le pattine ai piedi.
Se ne sta composta nel suo banco con i grandi occhioni spalancati e i boccoloni castani inanellati che le ricadono sulle spalle.
Veste tutta fronzoli, trine e ricami come una bimba vestita da damina a carnevale.
Però studia, studia tanto e mi ha messo un gran broncio quando le ho dato un cinque.
«Ma ho studiato così tanto, professore!»
Aveva ragione. Il suo compito dimostrava un lodevole impegno di studio. Ma, ahimé, aveva capito tanto poco…

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