vita da prof

18 Aprile 2007

Eugenio Orfei

Archiviato in: Colleghi — vitadaprof @ 1:23 pm

Siamo felici di contribuire a pagare la pensione di Eugenio Orfei. Il nome circense non si adatta al personaggio perché il circo è una cosa seria. Eugenio Orfei non lo era.
Come molti professori bizzarri, cambiava spesso scuola, ma capitava troppo spesso da noi, la scuola più vicina a casa sua.
Diceva che il nostro era il Liceo Disneyland e finché c’era lui non era del tutto falso.
Insegnava l’anglonapoletano, ma più spesso nemmeno quello perché non si preparava mai ed improvvisava in napolitaliano.
Quando gliene veniva voglia lasciava la classe e la scuola: «Un professore ha il sacrosanto diritto di andarsi a bere un caffé!»
Del resto, perché avrebbe dovuto impegnarsi? Il nostro liceo era un covo di cattocomunisti, una scheggia di socialismo reale, un rifugio di massaie frustrate.
Aveva denunciato tutti i suoi vicini di casa e molti colleghi: nessuno fu mai condannato.
Il primo giorno di scuola allineava gli studenti di prima lungo il muro verniciato di marrone. Poi faceva osservare che erano “sommersi dalla merda”. Così era l’idolo dei primini. Crescendo però imparavano a conoscerlo e lo disprezzavano.
Amava inventarsi insufficienze per gli alunni più bravi e cercava di rimandarli a settembre. Ma scoprimmo presto il giochino e ricorremmo al voto di consiglio: meglio un colpevole assolto che un innocente condannato.
Una volta fu candidato alle elezioni comunali per un partito di destra. Il coordinatore di zona mi disse che avevano ritenuto vantaggioso averlo dalla loro parte.
«Ti ricrederai» gli dissi.
Dopo soli sei mesi lo avevano espulso dal partito.
Quando raggiunse i 19 anni 6 mesi e un giorno di servizio chiese di andare in pensione. Fu per noi un vero sollievo.

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