Se c’è una cosa che non sopporto, sono le colleghe femministe. Ogni volta che c’è qualcosa da fare dicono: «Fallo tu, sei un uomo, sei più libero», con le classiche varianti: «Io ho una famiglia da mandare avanti, tu che sei un uomo hai sicuramente più tempo».
Poi scopri che hanno la (le) filippina(e) fissa(e) in casa, il giardiniere messicano, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici che tu neanche immagini, la barca al lago, due mega appartamenti in centro. Ma non importa, tu che puoi spaziare nei tuoi 60 mq, tu che dedichi il giorno libero a tener faticosamente in ordine una casa troppo piccola per i tuoi troppi libri, tu sei un uomo: dunque, sei più libero.