Non c’è solo Querci: ben 5 alunni, su 21 presenti, confondono Adamo con Abramo. Quasi tutti gli altri evitano di accennare alla spinosa questione.
OK, il suono è simile, ma possibile che sappiano tutto dei portieri della serie B ed ignorino così migliaia di anni della loro tradizione culturale?
Ho sempre saltato quasi tutte le pagine del manuale di filosofia dedicate al cristianesimo. Una volta si poteva fare senza danno, ma è ancora possibile?
Comincio a pensare che l’insegnamento della religione sia regolato malissimo: una materia facoltativa vista come culturalmente inutile. Raccoglie sempre meno studenti e intanto l’ignoranza dilaga.
A chi giova?
30 Aprile 2007
Patriarchi
29 Aprile 2007
moderne teorie politiche
Anche a Rosati le idee di Locke e Montesquieu sulla divisione dei poteri non piacciono molto. Nel suo compito preferisce dir chiaro che la divisione dei poteri dev’essere tra monarchia, aristocrazia e democrazia.
Un governo misto?
Purtroppo non ha sviluppato le sue modernissime teorie politiche.
28 Aprile 2007
Potere magistrale!
Credevo di aver spiegato bene Locke, Montesquieu ed il principio liberale della divisione dei poteri. Ne abbiamo parlato durante le lezioni di storia e anche durante quelle di filosofia. Ho martellato, li ho invitati a riflettere, li ho interpellati.
E se quella di Querci fosse una grande scoperta?
Mi dice che esistono tre poteri e che devono essere divisi: «legislativo, giurico (sic) e magistrale». Mi piace l’idea del potere magistrale. In fondo sarebbe anche giusto: il magister (il più grande tra due) è più importante del minister (il più piccolo tra due).
Mi piace l’idea, ma a Querci darò un’insufficienza ugualmente, tanto più che ha confuso Adamo con Abramo. E non ho detto tutto.
27 Aprile 2007
Maigret
da iosefossidio
Naturalmente, se questa sera fossi il Padre Eterno, invece di essere a capo della Brigata speciale e di dover render conto ai miei superiori, sistemerei le cose altrimenti
G. Simenon, la rivoltella di Maigret
E così, persino Maigret qualche volta vorrebbe essere Dio. C’è da meravigliarsi se capita anche a noi, comuni mortali?
E, per fortuna, non è possibile.
Marianna Congiu
La professoressa Marianna Congiu è iperattiva e caotica. Dove arriva lei si crea automaticamente la confusione, soprattutto se arriva con l’intento di mettere ordine.
Anche quando parla non si riesce a seguire il filo del discorso. Pazienza, sorride sempre.
Sembra più o meno una pigotta o una strega buona vestita di stoffe multicolori accostate del tutto a caso.
Non insegna più da noi, ma mi invia spesso voluminosi improbabili ed incomprensibili progetti politici o caotici volantini di feste popolari.
26 Aprile 2007
Come Turing?
Mi c’è voluto un po’ di tempo per tornare in me. Quel bischero di cui non dirò il nome m’ha fatto prendere un bello spavento annunciando il suo suicidio.
Ho persino mobilitato polizia e carabinieri.
Per fortuna l’istinto di sopravvivenza deve aver preso il sopravvento ed è ancora fra noi.
Son contento perché a me, nonostante qualche votaccio, sembra un ragazzo geniale.
Certo, ora il suo interesse per Alan Turing mi si presenta sotto una luce diversa, ma sapremo farne tesoro in positivo.
Intanto ha risvegliato l’interesse femminile: non tutto il male vien per nuocere.
25 Aprile 2007
Signi tra papa e Svizzera
C’è chi vede la Madonna. Mario Signi ha visto il papa. Passava tra la folla festante di Pavia e quando è arrivato alla sua altezza lo ha guardato e gli ha sorriso.
Mario Signi è folgorato, rapito da questo papa che è stato professore, dunque collega.
Torna ad ardergli in petto il desiderio di essere una guardia svizzera. Peccato per lui: non è svizzero.
Forse potrebbe chiedere di essere guardia svizzera onoraria.
Strana, però, questo ambizione svizzera. Signi si dichiara anche devoto suddito degli Asburgo, mentre la Svizzera è nata da un conflitto che si concluse con la sconfitta asburgica.
Ma agli artisti qualche stranezza è concessa.
Del resto Signi è un uomo dai mille volti e i servizi segreti di tutto il mondo lo tengono d’occhio.
24 Aprile 2007
il collega ideale
Sembrava il collega ideale, il professore ideale: allegro, spiritoso, comunicativo.
Il professor Previ arrivava dopo la terribile Catelani che aveva rimandato in scienze metà della scuola. Ci era sembrato un enorme balzo in avanti.
Gli studenti uscivano sorridenti dalle sue lezioni.
Si lasciava vezzeggiare dalle colleghe, raccontava allegre storielle ai colleghi.
Aveva sempre la battuta pronta e sapeva sempre l’ultima barzelletta: una ventata di allegria.
Nessuno fu rimandato a settembre, ma l’anno successivo non era più da noi. Aveva cambiato scuola.
La nuova collega di scienze si lamentò presto: «Chi hanno avuto l’anno scorso? Non sanno niente».
Increduli, chiedemmo ai nostri alunni e si svelò il mistero. Previ non amava insegnare scienze. Aveva un talento da attore comico, raccontava barzellette. Aveva un repertorio quasi infinito e gli alunni non chiedevano di meglio.
23 Aprile 2007
misticismo e nicolaismo
Sto correggendo i temi della terza B.
Lavori per lo più molto diligenti, ma da secchioni. Poche eccezioni. In particolare Mattia Losecchio sviluppa un discorso meditato con valutazioni personali (per quanto possibile ad uno studente di terza liceo che parla della visione antropologica di Lutero).
Anche Passaretti, un placido gigante, scrive molte cose interessanti. Ma ha sempre qualche black out: dichiara deciso che il Concilio di Pisa del 1409 elesse ben tre papi. Oh Passaretti, credi che a Pisa facessero la ribollita con la marijuana e che i padri conciliari fossero tutti fatti?
Anche la signorina Pirra (avec moi le déluge) mi regala una perla e mi scrive che nel XVI secolo «ci si allontanava sempre di più dagli ideali evangelici e si diffusero il misticismo e il nicolaismo». Come a dire che tra i preti che si portano a letto la serva e quelli che son rapiti in Dio non c’è poi molta differenza.
22 Aprile 2007
il principio di realtà
Proteste a scoppio ritardato in quinta B per due note sul registro.
Una nota diceva:
Alle ore 8,50, durante la lezione di filosofia, Romoli con il cinturino dell’orologio frusta ripetutamente sulla schiena Rapagnetta che reagisce con una scarica di pugni.
Bossi filma tutto con il telefono cellulare.
L’altra, pochi minuti dopo:
Perletti e Romoli si bombardano lanciandosi pacchetti di fazzoletti.
Al momento han continuato a scherzare. Poi, dopo che la Morbido, la coordinatrice di classe, li ha strapazzati, son venuti da me a chiedere di cancellarle.
«Perché dovrei cancellarle?»
«Perché non sembrava arrabbiato»
«Non ero arrabbiato, solo stufo. Ma voi le cose che ho scritto le avete fatte?»
«Sì, le abbiamo fatte, ma scherzavamo e poi altre volte non ci ha messo la nota»
«Proprio qui sta il problema. Avete perso il principio di realtà (ricordate Freud?) e non capite più quando si può e quando non si può scherzare. Sono mesi che mi limito a dirlo. Ora ho deciso di scriverlo e, finalmente qualcosa si muove».
Servirà?
È vero che io mi arrabbio pochissimo. Ma bisogna proprio arrabbiarsi per far capire quali comportamenti non vanno bene?