Giornata tranquilla oggi a scuola.
Qualche battuta, ma, nell’insieme, il lavoro prosegue bene.
Non cado nemmeno nella trappola di Duci che interviene in difesa di Hitler. Dice che, avendo la responsabilità di Capo di Stato, non può essere condannato per la Notte dei Lunghi Coltelli. Si possono anche assassinare un migliaio di persone in una notte per assicurare la stabilità dello Stato.
Mi viene in mente che da studente facevo lo stesso giochetto con la professoressa Battaglia, ferocemente anticlericale.
Quando un compagno rischiava di essere interrogato ed era poco preparato, alzavo la mano e facevo una sparata ultrapapista. Alla professoressa si rizzavano i capelli in testa e partiva come un toro infuriato. Quando si fermava era troppo tardi per l’interrogazione.
Lo dico a Duci e la lezione continua senza problemi.
Durante l’intervallo, la bidella mi chiama per dire che in quarta Zampara ha fatto uno spogliarello e che hanno tolto la gomma che fissa i vetri alle finestre.
Per i vetri si rimedia in fretta e lo spogliarello non sembra essere stato poi così audace.
Anche qui la lezione su liberali e democratici nell’Ottocento funziona.
L’ultima ora, in quinta di nuovo, è dedicata a Karl-Otto Apel ed all’etica del discorso. Alla fine della lezione sembrano contenti e Bossi commenta: «Che strano, un filosofo che dice cose intelligenti!». Nel frattempo Romoli ha preparato una serie di cappi cui impicca i disegni di Storni della quinta A.
9 Febbraio 2007
La notte dei lunghi coltelli
2 Commenti »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
ciao! dove insegni?
Commento di federica — 26 Febbraio 2008 @ 6:10 pm
In provincia di Milano. Non è difficile indovinare la scuola, ma preferisco non dirla.
Commento di vitadaprof — 26 Febbraio 2008 @ 7:58 pm