Mario Signi, sempre il primo ad arrivare in sala prof, mi accoglie la mattina con un marziale«Sergente Raganini!» (presumo sergente della Guardia Svizzera). Si aspetta che gli risponda in tedesco qualcosa come «Buongiorno, sergente maggiore». Ma io, perfido nell’animo, gli rispondo soltanto: «Riposo, caporal maggiore!».
Mi offre un pocket Coffee e subito proclama: «Berescit barà Elohim…» oppure «Adonai Elohenu». Poi, mentre instancabile corregge verifiche, recita in inglese versi di Eliot e ci troviamo nel vicolo dei ratti rischiando di perderci anche le ossa.
Ma ecco che ci troviamo nel bel mezzo della battaglia di Vienna del 1683 a fianco di Sobieski e come rinunciare al croissant a forma di falce di luna che i panettieri sfornarono a ricordo imperituro della vittoria cristiana?
E se non è Vienna è Lepanto, se non è Sobieski è Eugenio von Savoy, Windischgrätz, il kaiser Karl…
Così, circondati da grandi uomini si discorre un po’ prima di entrare in classe.
Quando suona la campanella si avvia e mi dà appuntamento a Balluta Bay per la fine delle lezioni.
Ci incontriamo prima, però, all’intervallo e mi racconta di come naviga con un rimorchiatore nel porto di Amsterdam o di come questa notte sia volato sino all’aeroporto di Luqa a Malta.
No, non è pazzo. He’s an artist! Ed è più divertente di Maurizio Milani