Qualche giorno prima di Natale l’auto di mio figlio era dal meccanico, così ha chiesto la mia vecchia panda. Un’ora dopo la telefonata: «Pa’, ho tamponato».
Il carrozziere interpellato il giorno successivo, con un sorriso a trentadue denti mi consola: «Tranquillo! Se la cava con 1690 euro». Peccato che quando l’ho acquistata due anni e mezzo fa l’abbia pagata 1650…
Oggi, con Sonia, ho fatto un giro tra i rivenditori d’auto usate.
Così ho incontrato il signor Salvo Negro che mi ha proposto un paio di vetture a basso costo, ma continuava a sottolineare quanto meglio potesse essere un’auto nuova o quasi.
Sonia, pazientemente gli ha spiegato che non abbiamo il box e preferiamo un’auto che, lasciata in cortile, non ci tenga svegli per la preoccupazione di non trovarla più.
Deve aver toccato un nervo scoperto. Il signor Negro è partito con una tirata: «Oggi non c’è rimedio contro i furti, soprattutto da quando il nostro sindaco (bisognerebbe sparargli in bocca!) ha deciso di creare un campo per gli zingari! Quello vuole fare carriera politica a spese nostre, ma noi presidiamo: i Rom nel nostro paese non li vogliamo!»
Ho cercato di essere gentile, ma le auto non mi piacevano più.
Io credo che per un ladro (Rom o Padano) sia molto più conveniente non rubare a poche centinaia di metri da dove vive: il rischio di essere riconosciuto è troppo alto. Meglio allontanarsi di qualche chilometro. Quindi io, che sto in un comune vicino, rischio di più.
Certo, il mio è un discorso molto teorico: l’ultimo ladro che è entrato in casa mia forzando la finestra del balcone non ha rubato nulla (non ne valeva la pena) e si è limitato, per spregio, a fare i suoi bisogni nel WC senza tirare l’acqua…
Ma il problema è che abbiamo a che fare con settanta esseri umani, per metà sono bambini, cui, come riparo per il freddo che ormai è arrivato, sono state offerte soltanto delle tende, provvisorie per giunta. E qualcuno non ha trovato di meglio che andarle a bruciare.
Strani questi tutori della legalità: per difenderla meglio commettono reati…