Un famoso racconto del Marcovaldo di Italo Calvino si intitola I figli di Babbo Natale e narra del buon Marcovaldo che, in costume da Babbo Natale, deve consegnare pacchi natalizi per la ditta SBAV.
Quest’anno da noi è stato il Dirigente in persona ad indossare i panni di Babbo Natale. Ma credo che consegnerà i doni un po’ in ritardo (anche rispetto alla Befana) e per qualcuno, ahimé, ci sarà del carbone…
24 Dicembre 2006
Perfidie da prof
Distratti e smemorati
Si divertono sempre molto i miei alunni quando racconto delle mie gaffes da smemorato e della mia difficoltà a riconoscere le persone.
Una volta, in piazza Missori a Milano, venni abbracciato e baciato (sulle guance) da una bellissima ragazza bionda. Feci finta di riconoscerla e, soltanto dopo una mezz’ora di conversazione, scoprii che era mia cugina.
Un’altra volta all’università, entrando in ascensore incontrai una bella mora che mi abbracciò e baciò (ahimé sempre sulle guance). Purtroppo la mia tecnica dilatoria non funzionò e dovetti confessare di non sapere chi fosse. Si offese moltissimo: eravamo usciti insieme la sera prima (per fortuna in compagnia).
Credevo di essere un caso limite, ma mi sono consolato leggendo di Norbert Wiener, grande genio e padre della cibernetica.
Dopo aver traslocato a poca distanza dalla vecchia casa, la moglie del grande genio, conoscendo la sbadataggine patologica del marito, gli lasciò un biglietto con il nuovo indirizzo e con le indicazioni per arrivarci.
Dopo il lavoro, però, il celebre matematico si rese conto di non ricordare il nuovo indirizzo, ma non ricordava nemmeno dove potesse essere il biglietto con le indicazioni. Così decise di dirigersi verso la vecchia abitazione e, rivolgendosi ad una bimba seduta per terra, chiese: «Scusa, piccolina, sai per caso dove si sono trasferiti i Wiener?».
«Sì, babbo – rispose la bambina – mamma mi ha detto che probabilmente saresti venuto qui… Ti stavo aspettando».
