Ultima ora: lezione di storia in quinta B.
Ci vuole un quarto d’ora per recuperare l’attenzione di questo pubblico affaticato.
Quando sembra che si possa cominciare, si odono un colpo sordo ed un urlo. Si tratta di Romoli: ha dato un violento pugno nella schiena a Segacci che, a sua volta gli aveva gettato la gomma nuova nella spazzatura. E pensare che quando discutono o sono interrogati sembrano intelligenti!
Faticosamente recupero l’attenzione: devo parlare di Gramsci.
Non è facile, però, competere con la signorina Invernizzi. I compagni di solito la vezzeggiano con affettuosi nomignoli. Oggi, per esempio, la chiamano buco nero.
Invernizzi sta cercando di richiamare l’attenzione di Cafuso e di altri compagni. Alza la camicia, sistema i pantaloni, stiracchia le mutande rosa…
Pare che le mutande siano molto interessanti, così Cafuso si appoggia morbidamente ad una spalla della fanciulla e la accarezza con dolcezza.
Lo sposto (vorrei che si interessasse un po’ a Gramsci): serve a poco. Oggi l’ansia di seduzione dell’Invernizzi vuole comunque uno sfogo, così si protende teneramente verso la compagna che le è rimasta vicina.
Per impegnarla le chiedo di leggere una pagina del libro, ma non ho fatto i conti con Segacci che le mormora oscenità a bassa voce nell’intento, riuscito, di farla ridere.
Per fortuna la campanella, sempre sia benedetta, mi salva anche oggi dalla follia.