Spettacolo teatrale oggi! Assistiamo ad un adattamento dell’Amleto.
«Bello!» direte voi. Eppure uno strano malessere mi tiene in allarme: conosco il regista, Tedio Tedich, alto snello, lunghi capelli grigi, barba autorevole… già, soprattutto barba.
Durante la rappresentazione cerco di darmi un contegno, anche perché sono seduto vicino a due graziose colleghe di inglese.
Ahimé, il Tedio non perdona: mi agito sulla poltrona, mi dibatto, ma, inevitabilmente mi appisolo.
Per fortuna (o purtroppo) Sandro Zampara, detto Doppiosenso, alunno della quarta B, mi cura e, con un perfido sorriso, mi richiama: «Prof, non dorma: è così bello lo spettacolo…»
Sono costretto a sorbirmi anche il resto.
Al termine della rappresentazione il regista chiede chi vuole fermarsi a discutere e il teatro si svuota come un recipiente infranto.
Anch’io, incurante delle occhiate dei docenti di inglese trattenuti dal dovere professionale, guadagno l’aria libera. Ma, ormai, il danno è fatto: ho le palle sfrangiate come la giacca di Pecos Bill, ridotte come un piatto di tagliatelle.
Complimenti Tedio Tedich: ci vuole un gran talento per rendere noioso anche Shakespeare.
30 Novembre 2006
Shakespeare!
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