Mario Signi, benché sia nato a Milano, si sente un fedele suddito della famiglia d’Asburgo.
Quando arrivi la mattina ti accoglie con frasi sconnesse in lingue straniere, spesso insulti da caserma in tedesco.
Insegna inglese, ma il suo cuore batte a Vienna. Non gli dispiace Milano, ma la vorrebbe più austriaca e presto lo sentiremo cantare: «Oh mein lieben Maduninen…»