vita da prof

21 Ottobre 2006

Risveglio

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 8:20 pm

6.30 a.m. suona la sveglia; è così scassata che non capisco come faccia: mette tutte le sue residue energie nel farmi dispetto.
Mi chiedo come faranno quelli che hanno la fortuna di poter dire: «non è suonata la sveglia!». Mai che mi capiti.
Comunque sono già sveglio ed è proprio perché ho passato una bella fetta della notte pensando al risveglio che ora non vorrei alzarmi. Sento le scapole pesanti pesanti e il cuscino mi sussurra: «Non lasciarmi, non te ne andare».
Ma mi hanno insegnato il senso del dovere. Maledetto SuperIo!
Devo alzarmi: mi tocca. Che poi mi vien da dire: «Se ci tiene tanto, perché non si alza lui solo, il SuperIo, e mi lascia tranquillo?».

Sonia, con la voce addormentata e l’alito di chi non vorrebbe svegliarsi, mi chiede: «Che ore sono?». «Secondo te – vorrei risponderle – che ore possono essere? Perché credi che mi sia alzato? Per giocare con quello strano animale che spacci per gatta?», ma mi limito a dire che non lo so, non ho guardato la sveglia. Così mi chiede com’è il tempo; già, perché crede che la mia prima preoccupazione sia quella di affacciarmi alla finestra. Non lo farei mai: devo prender fiato, e abituarmi all’idea, prima dello shock di vedere il mondo. E poi come mi sento questa mattina? Non saprei dirlo: “angoscia”, “spleen” “spesso il mal di vivere ho incontrato”. Sembrano soltanto parole. E allora vado sotto la doccia, dove, volendo, potresti anche piangere (giuro, non lo faccio mai), e, mentre mi lavo, ripeto «Signore pietà! Cristo pietà!». E probabilmente un po’ di pietà ce l’ha: il fulmine non mi ha ancora colpito…

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