vita da prof

20 Ottobre 2006

Madonnina Santa, esaudiscilo!

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 7:36 pm

«Professor Raganiniiiiiiiiiiiiiiii». Eccomi inchiodato a metà del percorso. Alla morte ed alla signora Caterina nessuno può sfuggire. Vuole farmi firmare il registro delle supplenze che mi incastra per i prossimi quindici giorni. Tutte supplenze in prima. Che cosa faranno mai i primini alle professoresse? La domanda ovviamente è retorica. Anch’io preferisco il dentista ad una prima liceo.
La supplenza di oggi è in prima C. Decido di giocare la carta dello show. Voglio toccare tutti i registri (non quelli a cui pensa subito uno studente), dal drammatico, al tragico al comico. Niente, infatti, è instabile come l’attenzione di un primino durante un’ora di supplenza.
La giornata è buia, faccio la mia entrata ad effetto dicendo: «E Io disse: “sia la luce” e la luce fu». Pigio sull’interruttore e… manca l’energia elettrica. Sguardi di compatimento, che sono anche peggio delle risate aperte. L’ora è tutta in salita.
Spiego che sono un insegnante di filosofia e che, dunque, anche se siamo in prima, si fa filosofia.
Qualcuno mi chiede che cos’è la filosofia. Comincio a spiegare, interpellandoli continuamente ed inframmezzando qualche battuta.
Vedo un barlume di intelligenza brillare negli occhi di qualcuno. E vai… !
Ma esulto troppo presto. Un ragazzino paffuto paffuto, che sembra quasi una bimba, interviene con piglio polemico cercando di dimostrare che lui non esiste. Lo guardo e penso: «Capisco che tu preferisca non esistere, al tuo posto anch’io avrei qualche problema», ma metto tutto il mio impegno professionale per dimostrargli che Agostino d’Ippona e Cartesio hanno già risposto alla sua questione. Niente da fare, non vuole saperne di esistere. I compagni rumoreggiano e ridono. Lui insiste: «Io potrei essere un’illusione per me stesso».
Alzo gli occhi al cielo e imploro: «Madonna del Carmine, esaudiscilo!». Non vengo ascoltato, ma la lezione riprende finalmente il suo corso.

Dove abito?

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 6:26 am

Abito in provincia di Milano. Si fa per dire “provincia”, perché la mattina ci vuole più tempo per arrivare in piazza Duomo di quanto ne serva per arrivare a Piacenza e persino a Parma.
Per gran parte dell’anno c’è una nebbia così spessa che stanno studiando il modo di usarla come addensante per il budino industriale.
Quando non c’è la nebbia ci sono le zanzare.
Non è vera la leggenda metropolitana che siano così grosse che le forze armate pensavano di usarle per le esercitazioni di caccia e contraerea finché non hanno costretto Bellini e Cocciolone ad un atterraggio di emergenza in una risaia. No, sono piccole piccole, ma tante tante! E usano Autan ed altri repellenti come condimento. Nel medioevo le usavano per le esecuzioni capitali, poi hanno introdotto il rogo per ragioni umanitarie.
Il paese è in provincia di Milano, ma i lombardi sono un’esigua minoranza etnica.
L’italiano è la lingua ufficiale, ma il linguaggio parlato è uno strano miscuglio di dialetti, prevalentemente meridionali, soprattutto campani. E, nel complesso, ci sentiamo forestieri, tutti, tranne la mia vicina del quarto piano che la settimana scorsa ha affrontato per strada l’amante del marito e le ha urlato: «E vattene O’ paese tuo…»

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